P2P, decine di denunce in Italia
.:Postato il Mercoledì, 05 aprile @ 11:04:58 CEST da sickb0y
Due distinte operazioni sono state condotte nel nostro paese in
questi giorni contro utenti P2P. Sequestri e denunce che si incardinano
in una offensiva internazionale di IFPI, che annuncia 2mila nuove cause in 10 paesi.
Il Nucleo Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia ha condotto un'operazione denominata Dark e rivolta in particolare contro un network noto come Darkbios.
L'operazione, coadiuvata dai tecnici della Federazione contro la
Pirateria musicale, ha riguardato utenti di Lombardia, Lazio, Piemonte
e Puglia ed è stata generata, si legge in una nota, "da autonoma
attività info-investigativa e volta alla repressione dello scambio
illegale di files musicali in rete (c.d. peer to peer)".
Le Fiamme Gialle hanno spiegato che sono stati denunciati grandi condivisori e sono stati sequestrati 3 server
che gli inquirenti ritengono consentissero la condivisione di decine di
migliaia di brani musicali, film e software senza autorizzazione. I
server erano utilizzati da utenti di Direct Connect. Pur con molte
differenze nelle policy dei server DC, in molti casi chi vi partecipa
deve porre in condivisione un certo numero di materiali, ed è stata
proprio la quantità di file in circolazione su quelle macchine ad
attirare i maggiori strali dell'industria.
Nel complesso,
l'operazione di Brescia ha portato al sequestro di 18 personal
computer, decine di migliaia di file mp3 e altri materiali, compresi
film di "recentissima programmazione". Nell'insieme le persone
denunciate all'autorità giudiziaria per violazione delle leggi sul
diritto d'autore sono otto, una delle quali minorenne. "Le
indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Brescia, - si
legge in una nota - proseguiranno con l'analisi del materiale in
sequestro al fine di quantificare la portata dell'attività illecita ed
individuare ulteriori soggetti coinvolti".
Ma ad attirare l'attenzione in queste ore sono i dettagli dell'operazione Wild Sharer a cui Punto Informatico ha accennato
nei giorni scorsi, dettagli che disegnano un'inchiesta, coordinata da
Gianluca Braghò, Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano, per
alcuni versi senza precedenti nel nostro paese.
Sono infatti 15 i server sequestrati dal Nucleo Regionale PT della Guardia di Finanza milanese, tutti ricondotti dagli inquirenti alla comunità di Freeazzurra, i cui siti di riferimento sono, come noto, sotto sequestro ormai da diversi giorni. Secondo gli inquirenti quei server consentivano la condivisione di milioni di file musicali da parte di migliaia di utenti.
Secondo
i finanzieri, l'operazione si è resa necessaria dopo che in
circolazione grazie a quei server erano stati individuati software
commerciali ed opere musicali e cinematografiche di recente
pubblicazione. La "dimensione" di questo sharing, stando alle cifre
fornite dagli inquirenti, non ha precedenti nelle
operazioni fin qui condotte in Italia contro questo genere di attività.
"L'intero sistema - spiegano infatti le Fiamme Gialle - era costituito
da una comunità virtuale in grado scambiare, divulgare on line,
trasmettere attraverso web radio clandestine, materiale tutelato dal
diritto d'autore pari a 890 terabyte, quantificabile, approssimativamente, in circa 200.000.000 (duecentomilioni) di file".
Nel
corso delle indagini, i cybercop milanesi hanno potuto individuare i
soggetti che partecipavano al network, una rete che si avvaleva, come
accennato, di due siti di appoggio e 3 web radio che ritrasmettevano online i contenuti senza autorizzazione.
In seguito a questi rilievi, le Fiamme Gialle hanno condotto 39 perquisizioni
in cinque regioni italiane, tutte legate - specifica una nota della
Guardia di Finanza - a massicce attività di sharing. Secondo gli
inquirenti, ad essere sottoposti a perquisizione anche i gestori dei
siti web e delle web radio del network, ai quali si ascrive un'attività
finalizzata al lucro sia per i banner ospitati in rete che per la vendita online di gadget "Freeazzurra".
"In alcuni casi - si legge ancora nella nota - sono stati rinvenuti alcuni prezziari
relativi alla vendita per corrispondenza di CD e DVD masterizzati
contenenti opere illegalmente riprodotte, nonché, in una circostanza,
materiale pedopornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale
di bambini".
In realtà Wild Sharer non si è ancora
conclusa: la Guardia di Finanza è infatti al lavoro per chiarire molti
dettagli della questione e, specifica la nota, "identificare tutte le
persone coinvolte nell'illecito". Per ora sono 44 i denunciati in questa operazione.
"L'Italia
- ha dichiarato commentando le operazioni italiane Enzo Mazza,
presidente della Federazione dell'industria musicale italiana - è oggi
il sesto mercato mondiale in termini di musica digitale, e le azioni
antipirateria sono in questo momento fondamentali per tutelare lo
sviluppo dell'offerta legale e difendere coloro che stanno investendo
milioni di euro nella musica online".
Fonte: Puntoinformatico.it
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